• Erica

Profumo di mele antiche


Rigadin Piantassun

Quante varietà di mela esistono in Italia?

Sarebbe più giusto domandarsi quante se ne possono trovare in un piccolo lembo di territorio, per esempio quello compreso tra le colline che da Biella degradano verso il lago di Viverone e Ivrea.


Siamo capitati in questi luoghi per un corso, Perdersi e Ritrovarsi con il geografo ed esploratore Franco Michieli. Esperienza intensa di cui parlerà Massimo in un post a parte.


Durante le nostre esplorazioni, abbiamo attraversato boschi di castagni, antichi prati e pascoli, che una volta erano di importanza primaria per l’economia locale.

Lungo i crinali, avanzando tra arbusti, giovani betulle e noccioli, spuntano vecchi meli carichi di frutti, che brillano come gemme preziose nel groviglio intricato di rami.

Ne raccogliamo di diversi colori, profumi e forme e io rimango ovviamente inebriata da tutto questo bendidio.


A casa, col mio bottino, mi metto a cercare informazioni. Scopro che nella sola provincia di Biella si contano almeno 100 diverse varietà di mele antiche. Tra quelle che sono sopravvissute ai nostri spuntini, ne individuo tre. La prima, verde chiaro, dovrebbe essere la mela Acidula Burcina, la seconda per ora è destinata a rimanere senza nome, ma la terza…

La terza emana un profumo fortissimo, ed ha forma e colori inconfondibili.


Il suo nome è Rigadin Piantassun, ed è autoctona del biellese occidentale, ma la si può trovare anche nelle Valli di Lanzo. Rigadin perché è rigata, Piantassun perchè la pianta che la produce raggiunge grandi dimensioni.


La mela è di forma schiacciata e costoluta, il colore di fondo è giallo, ma ricoperto da striature di diverse tonalità rosso-magenta e presenta lenticelle bianche.

La buccia è leggermente untuosa, la polpa bianca e compatta.

Il suo profumo e il suo sapore l’hanno fatta diventare immediatamente la mia mela preferita, perchè al primo assaggio è acidula, ma lascia un retrogusto dolce e fortemente aromatico.


Se non fosse stato per pochi agricoltori, questa e tante altre varietà avrebbero rischiato di finire irrimediabilmente perdute.

Per fortuna c’è chi per amore della natura e, mi piace pensare, anche un po’ per golosità impegna il suo tempo in progetti di tutela della biodiversità come questo: antichevarietapiemontesi.it


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